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Periodico della MilanoLife - Vic Antico Editore

AGEM Comunications

Storia di un ragazzo, che se
ne è andato troppo presto

Una leucemia fulminante si porta via Federico
Luzzi a soli 28 anni. Il mondo del tennis lo piange

Ci sono perdite che scuotono l'anima ancora più di altre. Il dolore causato dalla morte è sempre lo stesso, acuto ed amaro, ma colpisce diritto al cuore quando ad andarsene è uno sportivo, l'icona moderna degli immortali dei greci. Federico Luzzi lascia questa Terra a soli 28 anni per colpa di un male improvviso quanto rapido e per questo incurabile: la leucemia fulminante. Il tennista aretino ha vissuto il suo dramma in appena sei giorni, da quando cioè un fortissimo mancamento gli ha impedito di completare il primo punto nel match di serie A che vedeva il suo Tc Parioli impegnato sul campo del Geovillage di Olbia. Da domenica in poi le sue condizioni sono precipitate senza che le cure potessero avere alcun effetto, fino al tragico epilogo di sabato. Ci lascia un ragazzo di grande talento e forte umanità – capace di arrivare al mondiale under 16 - incappato nell'errore dello scommesse – un errore che ha completamente saldato con la giustizia sportiva – ma che con la racchetta ha regalato forti emozioni, soprattutto con quello che sicuramente è il suo apice tennistico, quel 2001 in cui gioca a Helsinki contro la Finlandia il macht di Coppa Davis che deve salvare l'Italia dall'onta della serie C. Federico viene convocato dopo lo sciopero dei migliori azzurri che avevano rinunciato perché in polemica con la federazione e il neocapitano Corrado Barazzutti ed in quel giorno di aprile diventa l'eroe della raccatta nostrana battendo Liukko dopo una maratona di 5 set (14-12 il set finale) e 4 ore e 28 minuti: il match più lungo ma giocato da un italiano in Davis. In quell'anno l'aretino aveva raggiunto anche il massimo della sua classifica Atp con il numero 98, prima di precipitare negli anni successivi a causa di diversi infortuni e della squalifica di 200 giorni per delle scommesse effettuate su alcuni incontri. (V.A.)

BOXE: Fragomeni che impresa

Giacobbe Fragomeni ha riportato a Milano non solamente la grande boxe, ma anche un campionato del mondo che mancava da troppi anni. Il pugile del quartiere Stadera ha vinto infatti il titolo dei Pesi massimi leggeri Wbc (lasciato vacante da David Haye), battendo il ceco Rudolf Kraj ai punti, con un verdetto unanime, arrivato quando l'arbitro ha interrotto l'incontro all'ottava ripresa per una ferita alla fronte riportata dall'italiano per un colpo irregolare dell'avversario. Il 39enne ha festeggiato il titolo davanti alle oltre 3500 persone che hanno gremito il Palalido e che attendevano un mondiale dall'incontro di Silvio Branco disputato al Vigorelli. (V.A.)

 

CICLISMO: Basso torna in sella

La Japan Cup, una delle ultime corse della lunghissima stagione ciclistica, ha regalato una conferma ed una rinascita. Damiano Cunego ha infatti ribadito lo splendido momento di forma attuale con una splendida vittoria che fa il tris con quella del Giro di Lombardia ed il secondo posto al mondiale di Varese, ma la vera
sorpresa è il ritorno alle corse di Ivan Basso, che ha appena concluso la squalifica di 22 mesi dopo lo scandalo derivato dall'inchiesta "Operacion Puerto". Il Lombardo è giunto terzo al traguardo dietro a Visconti, ma ha movimentato tutta la corsa confermando un talento che ha 31 anni potrebbe renderlo protagonista assoluto della stagione 2009. (V.A.)

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