CATANIA E' TABU: MORIMOTO SPAZZA VIA UNA ROMA SPENTA.

Dominio dei ragazzi di Zenga al Massimino, che dominano per oltre 70 minuti. Reazione nel finale, in gol Vucinic e Menez ma non basta. Totti ko.
La rincorsa della Roma si interrompe bruscamente a Catania. La squadra giallorossa, forse già con la testa alla pausa natalizia, viene travolta dai ragazzi di Zenga, in giornata davvero di grazia. E il 3-2 finale non rispecchia fino in fondo il divario emerso tra le due squadre. Al Massimino si è vista, per almeno settanta minuti, solo una squadra in campo, quella in maglia rossoazzurra. Walter Zenga ha preparato alla perfezione il match, stordendo la Roma con un pressing a dir poco asfissiante fin sui primi portatori di palla. Straordinario il filtro a centrocampo, micidiali le ripartenze firmate dal tandem Mascara-Morimoto. Il giapponese in particolare ha realizzato una splendida doppietta, ridicolizzando difensori come Juan e Mexes.
Giornata nerissima per la Roma , che in più ha dovuto subire l'infortunio di Francesco Totti, uscito nel primo tempo a causa di un problema muscolare alla coscia destra. Prestazioni negative di tutti i big di Spalletti, frastornati e con i nervi a fior di pelle. Non tragga in inganno il risultato, perchè il match ha visto gli etnei dominare in lungo e in largo per almeno settanta minuti. Tre gol, almeno sei occasioni per rendere più pingue il già consistente bottino e un Morimoto davvero superlativo. In più, la scarsa concentrazione abbinata a una fase difensiva disastrosa hanno prodotto la prima sconfitta dopo cinque vittorie consecutive. Grande merito all'agguerrito Catania splendidamente messo in campo da Walter Zenga, che ha messo a nudo le magagne romaniste di oggi. Tutti di pregevole fattura i gol dei siciliani: tocco sotto di Baiocco a scavalcare Doni su assist di Mascara; gran botta di destro di Morimoto abile a sfuggire alla flaccida marcatura di un pessimo Juan. Il 3-0 è frutto di una bambola collettiva della difesa giallorossa; ne approfitta ancora Morimoto che sempre di destro fulmina ancora Doni.
La Roma si sveglia in colpevole ritardo e con l'uno-due firmato da Vucinic e Menez riapre i giochi. L'assedio finale romanista, macchiato da un imperdonabile gratuito nervosismo di elementi come Mexes e De Rossi, non produce il miracolo. Un ko inopinato che allontana di nuovo i giallorossi dall'agognato quarto posto.
La Fiorentina brinda con la Champions. Montolivo fa felice Prandelli.
Un gran gol del talentuoso centrocampista permette ai viola di espugnare 1-0 il Ferraris. Pali di Cassano e Mutu, doriani di nuovo in crisi. Non convince l'arbitaggio di Orsato.
La Fiorentina si fa il piu' bel regalo di Natale possibile. Un gioiello di Montolivo permette ai viola di uscire vittoriosi dal Ferraris e tornare con pieno merito in zona Champions. Finisce 1-0 la sfida contro una Sampdoria stanca dopo l'impresa di Coppa Uefa con il Siviglia, ma tutt'altro che arrendevole. Dopo un avvio convincente, gli ospiti trovano il vantaggio grazie ad un grandissimo gol del centrocampista, bravo ad insaccare con un perfetto destro d'incontro dal limite dell'area sul cross rasoterra di Kuzmanovic. La Samp accusa inevitabilmente il colpo, rischia di capitolare su un contropiede incredibilmente gettato alle ortiche da Gilardino, ma trova dentro di se' la forza per reagire. Prima Frey e' chiamato al miracolo su un colpo di testa di Delvecchio (con la palla che sembra pero' aver sorpassato la riga di porta), poi solamente il palo nega il gol a Cassano. Da applausi il destro a giro da posizione defilata del talento barese. Nella ripresa l'undici di Mazzarri si riversa in avanti, ma concede inevitabilmente il fianco al contropiede della Fiorentina. Mutu pero' imita Cassano. E non solo nel tipo di conclusione: il romeno centra lo stesso palo battezzato nelprimo tempo dal fantasista doriano. Finale reso nervoso dalle discutibili decisioni di Orsato. L'arbitro di Schio considera fuori area un fallo di Padalino su Melo, scatenando le ire viola. Anche la Sampdoria pero' ha i suoi buoni motivi per protestare. Ai blucerchiati mancano infatti due rigori: appaiono evidenti sia il fallo dello stesso Melo su Sammarco, che il mani di Kroldrup.
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