L'appuntamento con il nuovo numero di GOOL è per Settembre, buone vacanze!
Enhorabuena campones. Complimenti, campioni
I bambini sono diventati grandi. Delle vere e proprie Furie Rosse. Dopo aver vinto tutto a livello Under 17 e 20, la Spagna riesce a consacrarsi. E' campione d'Europa. Senza perdere una partita (sono diventate 22), con il maggior numero di gol fatti (12), con il capocannoniere della kermesse (David Villa), con il miglior gioco. Grazie alla generazione di fenomeni. I nipoti degli eroi del 1964, ora sono grandi. Maturi. La generazione dei Fernando Torres. Il killer della Germania, il migliore in campo della finale di Vienna, ha solo 24 anni ed e' gia' uno dei migliori attaccanti al mondo. Altro che Nino o The Kid. La generazione degli Iniesta, anche lui classe '84, ma sin da subito pedina fondamentale del saggio scacchiere del "sabio" Aragones, colui che fa segnare gli attaccanti. Un gia' campione d'Europa, con il Barcelona. La generazione dei Cesc Fabregas, che di anni ne ha 21, e' cresciuto nelle giovanili blaugrana, ma e' esploso nell'Arsenal. Fa panchina all'onnipresente Senna, pero', quando il ct spagnolo la manda in campo, comanda. La generazione dei Sergio Ramos, 22 anni e gia' due titoli con il Real Madrid. L'uomo in piu' quando attacchi, un muro sul quale il terribile Zhirkov e la promessa (ancora) Lahm si sono abbattuti. Anche Silva, zanzara fastidiosa per le difese avversarie, e' un classe '86. La generazione dei nati sotto il segno del 1981. Iker Casillas e David Villa. Due crack, son portiere (uno dei migliori al mondo) e attaccante. Anche Xabi Alonso, panchinaro di lusso di un immenso Xavi e uomo mercato, ne ha 28. Qualche esperto come Puyol (ha appena trentanni), per il resto una nidiata di talenti. Luis Aragones ha lasciato a casa i senatori Raul e Guti, affidandosi totalmente a loro per alzare il secondo trofeo della storia della Roja, a 44 anni distanza. Ha vinto la squadra piu' forte, piu' bella, piu' matura. Completa in ogni reparto. La Spagna e' davvero cresciuta. Ole'